Bernardo La Guardia: breve biografia del nostro Maestro Sarto

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Nel primo articolo del nostro blog abbiamo esposto il nostro "stile della casa", ovvero come intendiamo la nostra giacca dal punto di vista stilistico e concettuale. Oggi vorremmo dare voce a chi quelle giacche le crea a mano con dedizione, talento e professionalità. Sartoria Esthes ha scelto come suo Maestro Sarto Bernardo La Guardia. Bernardo darà la sua impronta alla sartoria sul taglio, lo stile e la qualità dei capi prodotti; inoltre, guiderà e supervisionerà il processo di manifattura, garantendone l’unicità, il pregio e la cura dei particolari.

La scelta di Bernardo è subito apparsa quasi scontata, avendo appurato la sua profonda passione per l’arte della sartoria; passione che precede ed è imprescindibile condizione per la padronanza della tecnica, l’affinamento del gusto e l’anelito verso la perfezione.

Una passione che nasce dapprima in modo discreto e impercettibile, prodotta quasi casualmente dall’incontro con mondo dell’abbigliamento su misura attraverso la lettura di un libro - a modo suo, un classico sul tema, “Il Gentleman” di Bernhard Roetzel.

Da questa lettura Bernardo inizia ad intuire la ricchezza di un linguaggio: quello dello stile classico, che andava oltre le semplici regole del “ben vestire” per le occasioni; era anzi una storia ricca di spunti, di ricostruzioni indietro nel tempo delle fogge degli abiti, del senso dei loro colori, dei loro materiali, dei loro usi.

Ma la rivelazione della sua vocazione all’arte della sartoria e all’eleganza maschile si avvera nell’inverno del suo ultimo anno da liceale, nel 2009, durante un viaggio a Londra ed una passeggiata in Savile Row, il “miglio d’oro” della sartoria inglese classica. Qui Bernardo ebbe modo di vedere da vicino per la prima volta i saloni dei nomi storici del bespoke d’oltremanica, sbirciando dai lucernari i laboratori nei sottoscala.

La via era segnata: da inesperto cliente di una piccola sartoria artigianale di provincia, all’indomani del diploma, decise di tentare la via dell’apprendistato artigiano: come tutti coloro che vogliono imparare la propria arte, diventò garzone di bottega dei maestri di cui era stato cliente, mentre cominciava a seguire i corsi romani della Camera Europea dell’Alta Sartoria prima, dell’Accademia dei Sartori poi.

Gli anni passati a lavorare in quel piccolo laboratorio, lontano dalle più grandi e famose sartorie di Roma, Napoli e Milano, sono stati determinanti in questo periodo, mostrandogli anche la durezza e la fatica del lavoro artigiano. Bernardo non può che avere la massima gratitudine verso i suoi primi maestri, per non avergli mai nascosto nulla del loro sapere e delle difficoltà di un percorso di formazione lungo e intricato.

A Roma è invece iniziata la sua formazione come tagliatore, grazie ad un altro anziano maestro, a sua volta tagliatore, in passato, di sartorie importanti come quella di Gaetano Aloisio. È stato lui a insegnare a Bernardo alcune “finezze” del lavoro, ad avere occhio per la linea, il ritmo, la proporzione.

Gli interessi eclettici di Berardo gli suggerivano sotterranei legami tra le osservazioni del suo maestro tagliatore e le idee che Paul Klee illustrava nella “Teoria e Forma della Figurazione”. Legami che lo spingevano a studiare i corpi e le posture, le linee in movimento, che sono importanti quanto, se non più, delle misure per tagliare un abito che sia davvero adatto a chi lo porterà. Seguendo questa impostazione, Bernardo proseguiva, sotto la solida supervisione del suo maestro tagliatore, gli studi sui sistemi di taglio e modellazione: inglesi, italiani, tedeschi.

Accanto alla forma, l’importanza della materia, cioè del tessuto, si manifestò chiara con l’esperienza e la ripetizione della tecnica, come chiara appare a colui che studi i problemi della creazione artistica. E’ probabilmente una delle prime verità dischiuse all’adepto di una qualunque arte, e anche a Berardo fu presto rivelata, quanto la materia determini da sé la forma quasi ineluttabilmente; quanto vada rispettata nella sua struttura e nel suo peso, perché in realtà la materia modifica le tecniche almeno quanto le tecniche di lavorazione trasformano un semplice taglio di tessuto in un oggetto tridimensionale.

Ancora una volta, Bernardo trova legami profondi e forti con le altre forme d’arte: la lettura di due testi dell’architetto viennese Adolf Loos lo spingono a interrogarsi più a fondo sul rapporto tra materia, tecnica e interpretazione stilistica. La lucidità con cui Loos scrive di artigianato e abbigliamento (tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello sociale) ha portato Bernardo ad interessarsi all’evoluzione dei processi ideativi e produttivi e più in generale all’impatto del mutamento tecnologico e industriale sull’artigianato stesso.

Il passo da Loos al movimento di inizio ‘900 del Bauhaus è breve quanto inevitabile: l’idea di un design, anche in fatto di abbigliamento, che avesse al centro non lo sterile replicarsi di tradizioni di bottega più o meno autocelebrative ma la possibilità di fare di quell’esperienza, e degli uomini al loro centro (committenti e artigiani) il fulcro di una visione che integri i processi industriali moderni con la dimensione umana del vestire e del produrre.

Sono queste convinzioni e idee, che sgorgano vigorose dalla passione per il suo mestiere di artista-artigiano, che hanno convinto la Sartoria Esthes sulla scelta di Bernardo La Guardia come Maestro Sarto, con la sicurezza di poter servire al meglio i nostri Clienti.

 

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